Video of Vittorio Innocente - 800 meters above sea level, in a valley north of Mount St. Nicholas (Ge) sheltered from the weather, in the Middle Ages stood one of the largest hospitality so far found where they could find safe refuge and refreshment travelers, merchants, pilgrims and soldiers. In fact, this was the most important way of communication in Liguria known as the Via Aurelia. From 2001 to 2008 archaeological excavations were carried unearth ceramic items and coin as a penny of the Mint of Ferrara year 1344-1352. In addition arrowheads and tips thrown weapons and knives. They were discovered 27 tombs in the cemetery behind the church. Only two were found multiple belts still hung the stiletto and the small leather bag. A clear sign of belonging to the merchants. During the last excavations have revealed small fragments of ceramic testimony of steps from the Roman era and an arrowhead in red jasper attributable to the Copper Age. Archaeological investigations were directed by Fabrizio Benente archaeologist of the University of Genoa. The archaeological site is a reminder of historical interest for pupils in primary schools. Video di Vittorio Innocente - A 800 metri di quota, in una valletta a nord del Monte San Nicolao (Ge) riparata dalle intemperie, in età medievale sorgeva uno dei più vasti ospitali sinora ritrovati dove potevano trovare rifugio sicuro e rifocillarsi viandanti, mercanti, pellegrini e soldati. Era infatti questa la più importante via di comunicazione della Liguria nota come Via Aurelia. Dal 2001 al 2008 sono stati eseguiti scavi archeologici riportando alla luce oggetti ceramici e numismatici come un denaro della Zecca di Ferrara anno 1344-1352. Inoltre punte di freccia e puntali di armi da lancio e da taglio. Sono state scoperte 27 tombe nella zona cimiteriale retrostante alla chiesa. Soltanto in 2 sono state rinvenute le cinture multiple ancora con appeso lo stiletto e la piccola borsa in cuoio. Segno evidente di appartenenza ai mercanti. Nel corso dell'ultima campagna di scavi sono emersi piccoli frammenti di ceramica a testimonianza di passaggi di epoca Romana ed una punta di freccia in diaspro rosso attribuibile all'età del rame. Le ricerche archeologiche sono state dirette da Fabrizio Benente archeologo dell'Ateneo Genovese. Il sito archeologico è un richiamo di interesse storico per gli alunni delle scuole primarie.

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